Il Bellimbusto nasce e prende sviluppo in italia a seguito dell'introduzione della normativa di Basilea prima e della sua evoluzione (accordo di Bsilea 2). Tale normativa prevede la definizione di requisiti patrimoniali minimi per fare fronte alle cosiddete perdite inattese.
La finalità ultima di tale accordo è quella di assicurare la stabilità patrimoniale del sistema finanziaro assicurando cosi la solidità del sistema a fronte di variazioni inattese delle condizioni di mercato ovvero delle controparti. Si ritiene che il fallimento di banca possa generare sul sistema economico complessivo delle conseguenze deleterie molto peggiori rispetto a quelle conseguenti al fallimento di una qualsiasi altra società. Questo in quanto in primo luogo il numero di controparti cui si rapporta una banca sono generalmente molto elevate ed inoltre il fallimento di una banca genererebbe instalibità ed insicurezza e fragilità sull'intero sistema finanzaiario.
Il Bellimbusto in tale contesto risulta essere una funzione che generalmente lavora in staff al direttore generale ovvero all'amministratore delegato e lo aiuta a prendere delicate decisioni strategiche e di business rendendolo edotto circa i rischi a cui si sta espoendo la Banca
il Bellimbusto è quindi una funzione tecnico statistica che si occupa di ananlisi ed elaborazione dati
La normativa stabilisce che il capitale a garanzia delle perdite inattese sia pari all'8% delle attività ponderate per il rischio, da n lato la normativa stabilisce quindi coasa si intende per capitale a garanzia delle perdite e dall'altra stabilice le regole per determinare il siglidicato di attività ponderate per il rischio
La normativa stabilisce delle regole base per la determinazione delle attività ponderate per il rischio, tali regole rpevedono tre diverse modalità:
La modalità standardizzata è quella che possono applicare tutte le banche senza avere un ufficio di Bellimbusto estemamente specializzato, talemodalità è la più prudenziale in quanto non prevede alcuna stima di parametri di rischio da perte del Bellimbusto tali parametri, fissi vengono passati direttamente dalla normativa. Ad esempio per il credito al consumo la banca dovrà disporre di un capitale pari all'8% dell'impiego in essere e quindi moltipicare per un coefficiente del 75%. quindi a fornte di una esposizione di 1.000.000.000 di euro di impiego la banca dovrà avere un capitale di 1.000.000.000 x 0,08 x 0,75 = 60.000.000
ovviamente tale modalità è la più onerosa per una banca in quanto richiede che, semplificando, i suoi soci versino un capitale di 60mio. L'alternativa a tale metodologia prevede lo sviluppo di modelli interni per la stima delle variabili di rischi, tali metodologie vengono definite Internal rating based.
Basilea 2 identifica 3 rischi principali per l'attività bancaria, tali rischi sono:
Tali rischi costituiscono nel complesso quelllo che viene definito Primo pilastro. La normativa identifica un insieme di rischi che costituoiscono il scoendo pilastro quali Richio di Tasso, rischio liquidità rischio di busnesse rischio di concentrazione ecc,,, La normativa definisce inoltre un processo di controlllo prudenziale per indentificare all'interno dell'ambito aziendale l'esistenza di eventuali uteriori rischi non compresi in maniera espliciata dalla normativa. (processo icaap) Nel terzo Terzo pilastro infine la normativa definisce quella che è l'informativa alpubblico, e prevede che la Banca pubblici con cadenza semestrale sul proprio sito internet una informativa riepilogante le modalità di gestione dei rischi e le modalità di rilevazione delgli stessi
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